Gli effetti cognitivi e psicologici della televisione: la revisione di Desmurget della letteratura esistente

Michel Desmurget, ricercatore francese presso l’INSERM (Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale), ha pubblicato un libro dal titolo “TV Lobotomie, la vérité scientifique sur les effets de la télévision” (Parigi: Max Milo, 2011). Questo libro ci offre una sintesi di tutto ciò che gli scienziati conoscono sui legami tra consumo televisivo e atteggiamenti, comportamenti e sviluppo cognitivo. Da questa revisione di 4000 articoli scientifici emergono dati allarmanti:

1) Esiste una forte evidenza che, a parità di altre condizioni, lo sviluppo intellettuale dei bambini sia fortemente influenzato dall’esposizione alla televisione, con un effetto ancora più forte se il consumo inizia molto presto (0-3 anni). Gli studi dimostrano che in questa fascia d’età, il solo fatto di avere la televisione accesa in una stanza senza guardare influenzerebbe lo sviluppo intellettuale. Il dato interessante è che questo impatto sulla maturazione cognitiva non è legato alla qualità o al contenuto dei programmi, ma alla natura non-interattiva della televisione. In altre parole, guardare la televisione è un’attività estremamente passiva. L’autore cita diversi esempi di studi che hanno dimostrato che l’introduzione della televisione ha effetti negativi sul comportamento infantile, e viceversa, la “disintossicazione” dalla televisione può avere effetti positivi abbastanza veloci (se valutiamo il successo accademico, il il sonno, l’autocontrollo, ecc.).

Disegni
Tratto da uno studio tedesco su 2000 alunni di età compresa tra 5-6 anni, ai quali è stato chiesto di disegnare una persona: nella riga superiore bambini esposti alla televisione meno di 60 minuti al giorno, nella riga inferiore bambini della stessa età esposti a più di 180 minuti di televisione al giorno

2) il consumo di televisione ha un importante legame con molti comportamenti a rischio per la salute come l’alimentazione sregolata, la sedentarietà, il fumo, l’alcolismo, la sessualità incontrollata tra gli adolescenti. Riguardo al fumo, ad esempio, gli studi dimostrano che per gli adolescenti il semplice atto di vedere film in cui appaiono persone che fumano aumenta la probabilità di diventare un fumatore. Secondo Desmurget, quindi, la televisione nuoce indirettamente alla salute, incidendo di conseguenza sui costi sanitari.

3) l’analisi di Desmurget conferma i risultati di una consistente mole di ricerche che dimostrano che il consumo di televisione incide sui livelli di ansia e di rabbia.

In sintesi, i risultati di Desmurget confermano in primo luogo che è fondamentale che i genitori regolino il consumo di televisione da parte dei bambini, evitando di lasciarla a disposizione dei figli in maniera incontrollata. Altrettanto importante è che gli adulti regolino il proprio consumo di televisione, sia per i già citati effetti psicologici e sulla salute, sia per fungere da modello (l’apprendimento per osservazione o modeling è uno dei più potenti canali di apprendimento per l’essere umano), sia per aumentare le occasioni di comunicazione, interazione e gioco con i figli. In fondo un gioco è per un bambino (e per l’adulto) una valida e più stimolante alternativa alla televisione, sia dal punto di vista cognitivo che affettivo.