Il Disturbo Bipolare

Durante la normalità della propria esistenza ed anche all’interno della stessa giornata ogni persona sperimenta variazioni sia nel tono dell’umore che nei livelli di energia soggettivamente percepiti.

Il disturbo bipolare  è un disturbo mentale caratterizzato da oscillazioni insolite del tono dell’umore e della capacità di funzionamento della persona.

Il termine “bipolare” vuole distinguere tra forme unipolari, depressione maggiore, e forme bipolari anche lievi di mania e di depressione.

Si presenta con una disregolazione bifasica di episodi depressivi, picchi ipomaniacali o maniacali, intervallati tra loro da periodi più o meno lunghi di benessere clinico (normotimia o eutimia)libero da sintomi anche se tendenzialmente malinconico.

 

Definiamo in base al manuale diagnostico DSM-IV-TR cosa si intende per:

Episodio depressivo maggiore (per almeno 2 settimane; 5 sintomi)

  • Umore deflesso
  • Anedonia (perdita di piacere in quasi o tutte le attività)
  • Faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno
  • Colpa, sentimenti autosvalutativi o di autorimprovero
  • Riduzione della concentrazione e difficoltà nelle decisioni
  • Pensieri e piani di suicidio
  • Irregolarità del sonno
  • Variazioni del peso corporeo (5%) o dell’appetito
  • Marcate agitazioni o rallentamento motorio
  • Marcate riduzioni del desiderio sessuale
  • Idee, intenzioni o azioni suicidarie

Episodio maniacale (per almeno 1 settimana; 3-4 sintomi) si definisce come un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo o irritabile.

  • autostima ipertrofica o grandiosità
  • diminuito bisogno di sonno (non insonnia)
  • maggiore loquacità o spinta a continuare a parlare
  • fuga delle idee o esperienza personale che i pensieri si susseguano in modo troppo rapido
  • distraibilità
  • Eccessiva attività finalizzata (sociale, lavorativa, studio, sesso) o agitazione psicomotoria
  • Eccessivo coinvolgimento in attività piacevoli che hanno conseguenze dannose (eccessi nel comprare, investimenti avventati, comportamento sessuale sconveniente)
  • Decisioni avventate e pericolose

 

Episodio ipomaniacale  è simile all’episodio maniacale, ma di minore durata (almeno 4 giorni)

  • Minore intensità
  • Minore disgregazione delle attività giornaliere
  • No pensieri psicotici
  • No ospedalizzazioni

In Italia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il disturbo bipolare interessa l’ 1,8% della popolazione, con la stessa probabilità per gli uomini e le donne. Di solito il primo episodio del disturbo si sviluppa nella tarda adolescenza o nella prima età adulta (l’età media del primo episodio maniacale è intorno ai 20 anni con picchi tra i 15 e i 24 anni), e si ripresenta più o meno frequentemente per tutta la vita.

Difficoltà nella diagnosi

Il disturbo bipolare è sottovalutato,  occorrono in media 8 anni prima che un paziente venga riconosciuto come tale.  Secondo alcuni studi oltre il 50% dei pazienti con diagnosi di Depressione potrebbero essere “bipolari”. Uno degli aspetti che rende difficoltoso il riconoscimento del disturbo è che nella fase (ipo)maniacale le persone non credono di avere un problema, e quindi riveste grande importanza in fase di valutazione la raccolta di informazioni dai familiari.

Inoltre spesso viene confuso con altre condizioni: schizofrenia, ADHD (deficit d’attenzione e iperattività), disturbo borderline di personalità e disturbo di panico.

I disturbi bipolari si distinguono in 4 principali categorie secondo il DSM-IV-TR (Bipolare I, Bipolare II, Ciclotimia, Bipolare NAS), mentre alcuni ricercatori (Akiskal e Pinto, 1999) ne avrebbero individuato 7 sottotipi:

Infine un link utile a chi desidera approfondire con un interessante e gratuito manuale psicoeducativo per pazienti e familiari http://www.disturbobipolarecosasapere.it/DBcosasapere.pdf