Archive from marzo, 2012

L’importanza della metafonologia in età prescolare

Il bambino che inizia a cimentarsi con il linguaggio scritto possiede già un notevole bagaglio di conoscenze e competenze relative al linguaggio orale. L’apprendimento della lingua scritta è quindi possibile in quanto il bambino è già in grado di comprendere il significato di molte parole, di denominare correttamente molti oggetti, di capire un discorso adeguato alla sua età e di esprimersi a sua volta attraverso il discorso.
Se in una prima fase l’oggetto e la parola sono un’unità inscindibile per il bambino nel suo sviluppo linguistico, solo più tardi i bambini iniziano a giocare con le parole usandone il suono e allontanandosi dal significato. Verso i 4-5 anni essi infatti diventano esperti di rime, assonanze, di variazioni sulla parola che viene composta e ricomposta, alterandone i suoni.
L’affermarsi di queste abilità testimonia la progressiva stabilizzazione della consapevolezza fonologica o metafonologia che consiste nella capacità di analizzare la struttura sonora della parola nei singoli suoni che la compongono, operando trasformazioni e manipolazioni degli stessi, indipendentemente dal loro significato.
Ad esempio saper segmentare una parola nelle sillabe o nelle lettere che la compongono; saper sostituire, aggiungere, togliere, spostare una lettera; saper riconoscere e manipolare l’ordine di successione delle sillabe o delle lettere in una parola data; saper sintetizzare una sequenza di sillabe o lettere nella parola corrispondete; trovare rime e assonanze.
Tutti questi esercizi sviluppano le due fondamentali abilità metafonologiche che sono:
– la capacità di fusione per riconoscere una parola dopo averne ascoltato i fonemi o le sillabe in modo separato. Capacità utilissima ed indispensabile nella fase di sviluppo della lettura, in cui il bambino trasforma in fonema ciascun grafema o gruppo di grafemi per poi riuscire a fonderli insieme e leggere la parola per intero;
– la capacità di segmentazione per scomporre una parola nei suoni che la costituiscono (sillabe prima e fonemi dopo), capacità fondamentale per riuscire a scrivere; occorre individuare quali fonemi compongono la parola, rappresentarli graficamente rispettando l’ordine spazio-temporale.

Visto lo stretto rapporto tra competenza metafonologica e il successivo apprendimento della scrittura e della lettura, si vuole sottolineare la notevole importanza della scuola dell’infanzia e dell’ambiente circostante nello stimolare il bambino in età prescolare in questo processo di avvicinamento al “mondo delle scritte”, facilitando la sua riflessione metafonologica.
Questo non significa assolutamente insegnare ai bambini a leggere e scrivere, ne tanto chiedergli di imparare le lettere dell’alfabeto, ma significa potenziare le loro riflessioni spontanee e stimolare un normale percorso evolutivo di avvicinamento alla convenzionalità della letto-scrittura, attraverso attività di gioco metafonologico.

5 Mar
2012

Caratteri ad alta leggibilità per la dislessia

Segnaliamo alcune informazioni interessanti riguardo ai font studiati per la dislessia. Il carattere di stampa è infatti un elemento molto importante per facilitare la decifrazione e quindi la comprensione del testo. Per comprendere tali aspetti consigliamo la visione di questo video di Christian Boer, graphic designer, dislessico. Attraverso le ricerche condotte dall’università di Twente, è stato creato il font “dislexie”. Il video illustra in modo intuitivo sia le difficoltà più comuni nella percezione delle lettere, sia le caratteristiche ideali del font per la dislessia. Il filmato è in inglese, ma le immagini permettono di comprendere il messaggio anche senza un’approfondita conoscenza della lingua.

video sul font “dislexie”

Il font “dislexie” è a pagamento, ma esistono alternative gratuite reperibili nel web, come BaileySansITCStd-BookIta, oppure il font ad alta leggibilità delle Edizioni Bianco e Nero.

 

Le Edizioni Angolo Manzoni pubblicano già da alcuni anni libri nel carattere “Easy Reading”, studiato per la dislessia.

SEMPLIFICARE I TESTI PER GLI ALUNNI DISLESSICI (tratto dal sito di Maestra Antonella):

Fermo restando che la lettura per un bambino dislessico non sarà mai una cosa del tutto automatica, come lo è per la maggior parte di noi, ci sono alcune regole che i docenti possono tenere presenti per facilitare la lettura di testi cartacei (e quindi senza sintesi vocale).

Le linee-guida per la leggibilità:

La grafica:

1. Corredare il testo di immagini, schemi, tabelle, ma in modo chiaro e lineare, senza “affollare” le pagine.
2. Usare le intestazioni di paragrafo per i testi lunghi.
3. Usare se possibile lo STAMPATO MAIUSCOLO. E’ più facilmente leggibile (perchè stanca meno la vista) per chiunque!
4. NON usare l’allineamento giustificato: lo spazio variabile tra le parole non aiuta i loro movimenti saccadici.
5. Non spezzare le parole per andare a capo.
6. Andare spesso a capo, magari dopo ogni punto di sospensione (capoversi).
7. Distanziare sufficientemente le righe (usare un’interlinea abbastanza spaziosa).
8. Usare fonts del tipo “sans sarif”, cioè “senza grazie”.
Il Times New Roman, ad esempio, è quello che di default si utilizza in Word, ma non è indicato. Nel nostro Pc ci sono già fonts sans sarif, basta controllare che abbiano segni “puliti”, senza lineette aggiuntive, come ad es. il Comics, il Verdana, il Georgia, l’Arial.
Un elenco dei sans sarif più comuni lo potete vedere qui (tratto dal sito http://www.graficainlinea.com/pagine/grafica/Font.html)

Attenzione, però: in alcuni di questi fonts la “i” maiuscola e la “elle” minuscola sono identiche! Altri, come il Comics e il Verdana li mantengono invece distinti (come eccezione, la sola I maiuscola ha le grazie).

9. Impostare il font in un formato (“corpo”) abbastanza grande: se un corpo di 12 punti può essere accettabile per il Verdana maiuscolo, per altri tipi di font più piccoli potrebbero servire almeno 14/16 punti.
10. Se possibile, usare il grassetto e/o colori diversi per evidenziare le parole chiave ed i concetti più importanti, o per raggruppare (nel caso dei colori) concetti e contenuti tra loro correlati. Come per il punto 1, però, attenzione a non esagerare: il testo deve essere chiaro, “pulito”, senza inquinamento visivo.

L’organizzazione dei testi e il lessico:

1) Usare frasi brevi, evitando le subordinate e preferendo, piuttosto, le coordinate.
2) Non usare doppie negazioni.
3) Fare attenzione alle frasi con troppi pronomi: costringono ad inferenze ed aumentano il carico cognitivo, a scapito della strumentalità di lettura.
4) Nei testi informativi/di studio raggruppare le informazioni per blocchi tematici.
5) Nei testi narrativi sostituire gli eventuali flash-back con un più semplice ordine cronologico.
6) Cercare di evitare testi troppo lunghi: max 250 parole per pagina.
7) Per quanto possibile, usare forme attive e al modo indicativo.

Infine due elementi utili per genitori ed insegnanti:

 Istruzioni per convertire velocemente un testo da stampato minuscolo in stampato maiuscolo (in Word e in Writer)

 

Un modello per Word già predisposto, (e le istruzioni per utilizzarlo) per scrivere su un file vuoto ed ottenere, automaticamente, lo stampato maiuscolo, un font senza grazie ed abbastanza grande, l’interlinea spaziosa ed i margini laterali più larghi. Il modello potrà eventualmente anche essere modificato.

3 Mar
2012

Incontro di formazione gratuita sugli strumenti compensativi organizzato dall’associazione Ali per Crescere

 

martedì 6 marzo 2012 alle ore 21:00

si terrà uno speciale incontro presso la sala Ratta dell’Istituto Valeriani Aldini, via Bassanelli 9 Bologna, con il seguente tema:

 

Strumenti compensativi: il loro uso.

 

Relatore della serata sarà il dott. Enrico Angelo Emili

referente dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) presso l’USR-ER e referente del Progetto Regionale ProDSA