Il ruolo di genitori può essere molto difficile e presentare sfide complesse, in particolare in presenza di problematiche emotive e comportamentali nel bambino.

In alcuni orientamenti terapeutici, nell’intervento con il bambino i genitori vengono minimamente coinvolti nel processo psicoterapeutico. L’approccio cognitivo comportamentale è molto attento alle influenze che l’ambiente ha sul bambino, partendo dal presupposto che per ottenere risultati significativi e generalizzabili è necessario che alcuni stimoli, procedure, strategie di rinforzamento non siano utilizzati solo nello studio del terapeuta, ma anche nell’ambiente in cui il bambino vive. Inoltre, le più recenti prospettive ( Blackledge e Hayes, 2006) pongono l’accento sull’importanza di accogliere e dare spazio ai bisogni psicologici dei genitori all’interno dell’intervento mirato all’apprendimento di abilità e strategie per la gestione dei comportamenti del bambino. Recenti ricerche evidenziano come il tentativo da parte dei genitori di evitare pensieri, emozioni e sensazioni negative possa influenzare il loro modo di gestire i comportamenti dei figli e le loro strategie educative, come sia positivamente correlato con alti livelli di stress nei genitori stessi, oltre che con modalità educative non efficaci e punitive (Shea e Coyne, 2011; Coyne e Wilson, 2004).

Gli obiettivi fondamentali del Parent Training sono:

  • aiutare la famiglia a comprendere e circoscrivere i sintomi o i comportamenti problematici e ad acquisire corrette informazioni sul problema

  • imparare che il problema può essere affrontato attraverso strategie specifiche, imparare tali strategie, scegliere le migliori, provarle nelle diverse situazioni

  • rendere i genitori consapevoli delle proprie barriere cognitive ed emotive, insegnare loro a non rimanere intrappolati in esse, aiutarli a capire se ciò che fanno “funziona” per sé stessi e per i figli.

  • accogliere e validare il vissuto emotivo dei genitori in difficoltà, aiutandoli a rapportarsi in modo differente con le loro esperienze emotive .

Il parent training nasce nel contesto degli interventi per la disabilità, della terapia dei disturbi del comportamento e dei disturbi generalizzati dello sviluppo, ma è applicabile ad un’ampia gamma di problematiche emotive e comportamentali clinicamente rilevanti.

Bibliografia:

  • Blackledge, J. T., & Hayes, S. C. (2006). Using Acceptance and Commitment Training in the Support of Parents of Children Diagnosed with Autism. Child & Family Behavior Therapy, 28(1), 1-18. Celi F. (2002). Psicopatologia dello sviluppo. Mc Graw-Hill

  • Coyne, L. W., & Wilson, K. G. (2004). The role of cognitive fusion in impaired parenting: An RFT analysis. International Journal of Psychology and Psychological Therapy, 4, 469-486.

  • Di Pietro M., Bassi E. e Filoramo G. (2001). L’alunno iperattivo in classe. Ed. Erickson.

  • Shea, S. & Coyne, L.W. (2011). Maternal dysphoric mood, stress and parenting practices in mothers of preschoolers: the role of experiential avoidance. Child & Family Behavior Therapy, v33 n3 p231-247.

  • Vio C., Marzocchi G.M. e Offredi F. (1999). Il bambino con deficit di attenzione/iperattività. Diagnosi Psicologica e Formazione dei Genitori Ed. Erickson

  • Vio, Menaccia, Bassi. (2010). Parent training nell’autismo. Ed. Erickson

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